Archeologia
| Dal 3° millennio si costruiscono i primi Dolmen
e le deposizioni funerarie avvengono in grotte naturali e nelle Domus
de Janas (case delle fate). Sono 14 i dolmen sparsi nel territorio di Dorgali e documentano precise influenze del Nord Europa. Di particolare pregio e conservazione quello di Motorra, risalente al 2100 a.C. e, per uso della pietra calcarea, quello di Monte Longu. Oltre 50 sono invece le Domus de Janas censite. Queste frequentemente sono unicellulari e le più suggestive scavate in massi di basalto isolati. |
| La crisi della civiltà nuragica coincide con le prime
presenze, in Sardegna, dei popoli navigatori del Mediterraneo: fenici
prima, cartaginesi poi. La loro influenza finisce però ai piedi
delle montagne della Sardegna centrale dove si sono rifugiati i gruppi
che non tollerano la sottomissione e il dominio. Qui infatti sono scarse
le testimonianze dei popoli venuti dal mare. Solo dopo oltre 100 anni di tentativi (130 a.C.) i romani riescono a penetrare questi territori inospitali, chiamano la regione Barbariae e i suoi abitanti pelliti, cioè vestiti di pelli. |
| Nel 5° secolo d.C. sono i vandali a conquistare la Sardegna che passa sotto il dominio dell'Imperatore Giustiniano. Una dominazione quasi "pacifica", con il motore dell'economia ridotto al minimo. L'unica testimonianza si può rintracciare nella dedica della chiesa parrocchiale ai santi Cornelio e Cipriano. Santi orientali, venerati solennemente con sei giorni di festa a metà settembre anche attualmente. |
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