Archeologia




Grotte del Bue Marino
Dal punto di vista geologico la Sardegna è terra antica e il territorio di Dorgali conserva notevoli testimonianze della presenza dell'uomo nelle varie epoche.
Dai reperti rinvenuti nella Grotta di Corbeddu - del paleolitico superiore - ai graffiti della Grotta del Bue Marino - 4°/5° millennio a.C.

Dal 3° millennio si costruiscono i primi Dolmen e le deposizioni funerarie avvengono in grotte naturali e nelle Domus de Janas (case delle fate).
Sono 14 i dolmen sparsi nel territorio di Dorgali e documentano precise influenze del Nord Europa. Di particolare pregio e conservazione quello di Motorra, risalente al 2100 a.C. e, per uso della pietra calcarea, quello di Monte Longu.
Oltre 50 sono invece le Domus de Janas censite. Queste frequentemente sono unicellulari e le più suggestive scavate in massi di basalto isolati.

Museo Archeologico di Dorgali





Durante il 2° millennio a.C. compare la civiltà nuragica, rappresentata ancora oggi da ben 7000 nuraghi sparsi in tutta l'isola.
Nel territorio se ne contano circa 40 di varie dimensioni e collocazioni. Grandi torri di pietra di diversa pianta e volume, hanno sempre la copertura a falsa cupola (tholos). La loro funzione non è certa: tempio, abitazione, fortezza, o tomba che fosse, il nuraghe testimonia la forza, la capacità di quei popoli di costruire monumenti indistruttibili, allineandosi così alle grandi civiltà e conquistandosi l'appellativo di "tirreni", cioè costruttori di grandi torri.
Spesso, accanto ai nuraghi troviamo i villaggi nuragici (il villaggio di Serra Orrios è una testimonianza perfettamente conservata ed esaustiva della civiltà nuragica).
Ma anche pozzi sacri, le tombe dei giganti, i numerosissimi reperti conservati presso i Musei di Cagliari e Sassari e presso il Museo Archeologico di Dorgali (ceramiche, bronzetti, materiali litici, gioielli e manufatti vari in oro e rame) certificano una presenza sistematica, diffusa e insistita.


La crisi della civiltà nuragica coincide con le prime presenze, in Sardegna, dei popoli navigatori del Mediterraneo: fenici prima, cartaginesi poi. La loro influenza finisce però ai piedi delle montagne della Sardegna centrale dove si sono rifugiati i gruppi che non tollerano la sottomissione e il dominio. Qui infatti sono scarse le testimonianze dei popoli venuti dal mare.
Solo dopo oltre 100 anni di tentativi (130 a.C.) i romani riescono a penetrare questi territori inospitali, chiamano la regione Barbariae e i suoi abitanti pelliti, cioè vestiti di pelli.








L'arretramento progressivo delle piccole tribù pastorali, con i metodi che oggi chiameremmo guerriglia, ha prodotto comunità come quella ospitata a Tiscali, fra boschi impenetrabili e montagne inaccessibili.
La romanizzazione della Sardegna, lunga e tortuosa, ha lasciato nel nostro territorio opere rilevanti come la strada "orientale sarda" che collegava Cagliari con Olbia e lambiva l'abitato di Dorgali; un piccolo complesso termale a San Giovanni (Su Anzu); una stazione/ufficio nella vallata di Oddoene, detta Viniola, quasi certamente con riferimento alla pregiata produzione vinicola, così com'è ancora oggi.
Altrettanto importanti i ritrovamenti del foglio del congedo in bronzo, appartenuto ad un soldato romano e datato 10 ottobre 96 d.C., il lingotto di piombo recante i nomi dei proprietari della fonderia, proveniente dalla Spagna e diretto a Roma, rinvenuto presso la spiaggia di Cartoe. Presumibilmente parte di un carico naufragato. Numerose anche le monete, le anfore, le lucerne, i vasi di diversi periodi, tutte impronte di una permanenza diffusa e protratta nel tempo.


Nel 5° secolo d.C. sono i vandali a conquistare la Sardegna che passa sotto il dominio dell'Imperatore Giustiniano. Una dominazione quasi "pacifica", con il motore dell'economia ridotto al minimo. L'unica testimonianza si può rintracciare nella dedica della chiesa parrocchiale ai santi Cornelio e Cipriano. Santi orientali, venerati solennemente con sei giorni di festa a metà settembre anche attualmente.

 

<-- INDIETRO



ITINERE
di Cipriano Mele
via Marche, 15
08022 DORGALI (NU)
tel. 0784.96.777
cell. 349.64.59.049 - 349.31.90.056
itinere@escursioniitinere.com